
Vivere a Cortina d’Ampezzo è un omaggio al lavoro di nostro padre, un tributo al suo modo di concepire l’architettura che è ormai anche il nostro, una tradizione familiare che continua ad andare avanti. Un lavoro che ci è stato tramandato con affetto e professionalità e al quale ci siamo entrambi appassionati.
In casa fin da piccoli sentivamo parlare di architettura. Papà spesso lavorava fino alle due di notte; in una delle nostre camere da letto, nella casa dove siamo cresciuti, c’era il tavolo da disegno. Lui compiva grandi sforzi per studiare, lavorare e aver cura della nostra famiglia, tutto nello stesso tempo.
Siamo entrambi amanti del disegno, abbiamo fatto la scuola d’arte come lui ma, da padre e professionista, non ci ha mai spinto a seguire le sue tracce, ha addirittura provato a scoraggiarci. Siamo diventati architetti per nostra scelta.
Perché questo libro e perché adesso? In realtà non abbiamo mai avuto il tempo necessario per farlo prima; avremmo tanto voluto realizzarlo per i suoi sessant’anni ma non ce l’abbiamo fatta e ora ci sembrava il momento giusto. Nostro padre è un uomo umile, non avrebbe mai intrapreso un progetto simile di sua spontanea volontà; inoltre è sempre molto preso dal lavoro e non avrebbe potuto trovare il tempo di dedicarsi a qualcosa di così personale e che lo riguardava molto da vicino.
Noi invece, volevamo dargli il merito di tutti i suoi lavori. Tanti clienti lo chiedevano da tempo e ci spingevano a trovare la maniera di mostrare il suo talento e renderlo così facilmente accessibile anche a chi non lo conosce. Questo è il vantaggio di un libro fatto di immagini. Può arrivare a tutti.
Ogni cosa che abbiamo imparato, ce l’ha insegnata lui. Abbiamo entrambi fatto una gavetta vera e seria ma con tanta fiducia sul lavoro; è un architetto che delega facilmente, è bravissimo a spiegare, si fida e quando vuole controllare lo fa in modo molto speciale e per nulla invadente. Magari la mattina troviamo delle note sui disegni fatti, ma non ordini, solo consigli discreti, sempre giusti per altro. Soprattutto all’inizio eravamo sempre al telefono con lui. Non è facile mettere in mano un cantiere a chi è alle prime armi.
Ancora oggi impariamo sicuramente molto. Nella divisione degli spazi è un maestro, in un attimo lui “vede” la soluzione più adatta. Ci viene anche un gran nervoso! Lui fa tre schizzi ma il primo è sempre quello giusto.
Noi lavoriamo ad un progetto per due settimane cercando di avvicinarci giorno per giorno alla soluzione e una mattina troviamo magari un minimo cambiamento grazie al quale il nostro lavoro diventa improvvisamente perfetto!
E’ sempre molto felice quando anche noi ci mettiamo a disegnare: da piccolo papà fu malato per un anno intero, saltò la scuola e il regalo più bello che ricevette fu un album da disegno. Gli schizzi a mano sono il suo segno distintivo; oggi, tra gli architetti moderni, si sono persi, li fanno in pochi, si lavora principalmente al computer ma non c’è niente di più bello, caldo e chiaro di un disegno che rende immediatamente e in dettaglio l’idea di un progetto.
Ci è venuta voglia di ringraziarlo. Era il minimo che potevamo fare. Speriamo che chiunque sfoglierà questo
libro apprezzerà il modo che abbiamo scelto: primo tra tutti, il suo protagonista.
Living in Cortina d’Ampezzo is a thank you and a homage to our father; a tribute to his way of conceiving architecture which has also become ours, a family tradition that we hope to continue with all the passion and competence that has been passed onto us.
The love for his profession was born when, as a child, he was given a sketchbook, which he still remembers today as his most loved present. Hand sketches are in fact his distinguishing mark: there is nothing more beautiful, warm and clear than a simple line that renders immediately and in detail the idea of a project.
His dedication leads him tirelessly on the research for the best solution. He is our maestro.
Since our childhood we can remember him working late into the night; his drawing table was in our room, an enormous and fascinating object. He has made every effort, encouraged by our mothen to study, work and look after our family.
We wanted to create this book to make “public” his immense passion for architecture, art and the love of his land. For a long time we have wanted to give credit to his work; he is a humble and spontaneous man who would never have undertaken a similar project.The clients themselves had often asked him, they encouraged us to find the way to show his talent and make it more easily available also to those that didn’t know of him.This is the advantage of a book made up of images, it can reach everybody.
We have learned so much from him, we started from the bottom, on the building site, a place in which still today he loves telling us every detail, with the same enthusiasm as at the beginning. He likes involving us in the work and has always showed great confidence in our abilities.When we were just starting, he would watch us from a distance, discretely, always proposing the right road. Still today, we often ind in the morning notes on our drawings, not reproaches, nor orders, but useful advice to understand how it could be done better: sometimes followed by an amusing illustration.
We wanted to thank him. It was the least we could do.We hope that whoever will leaf through this book will appreciate the method we have chosen: first of all, the protagonist.
Valentina and Jacopo Bernardi
Valentina e Jacopo Bernardi